Pubblicazioni

Infortuni, chi risparmia paga. È responsabile l’ente che lesina sulle tutele sul lavoro

2020-06-03 09:06:41

Avv. Nicola Pietrantoni (ItaliaOggi7, 01 giugno 2020)

La società che risparmia sulla sicurezza dei lavoratori può rispondere, ai sensi del dlgs 231/01, nel caso di infortunio del dipendente verificatosi proprio a causa della violazione, da parte del datore, della normativa antinfortunistica.

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 13575 del 5/5/2020, è tornata sul tema della sicurezza negli ambienti di lavoro e sulla eventuale responsabilità amministrativa dell’ente per il reato previsto e disciplinato all’art. 25-septies del decreto 231 («omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro»). Un tema quanto mai attuale e che può avere risvolti nei casi di lesione o decesso del dipendente a seguito di infezione Covid-19 contratta in occasione dell’attività lavorativa.

Il rischio di infiltrazioni criminali nella gestione dell’emergenza Covid-19

2020-05-21 11:19:49

Avv. Nicola Pietrantoni e Giulia Mari (The Good Lobby Italia, 21 maggio 2020)

La situazione di grave crisi che sta vivendo l’Italia determinata dall’epidemia da covid-19 impone una riflessione, già emersa e ampiamente sviluppata in altre e autorevoli sedi, anche sui possibili impatti che l’attuale gestione dell’emergenza sta generando sui vari e diversi business della criminalità organizzata.La storia dell’azione politico-economica delle mafie ci insegna che in tempi di crisi e di “sospensione dell’ordine sociale” le imprese criminali sono tra le più capaci a sfruttare le maglie, già larghe o necessariamente allargate, offerte dal contesto emergenziale, individuando nuove occasioni di profitto, anche nell’economia legale. Queste sono generate da una serie di fattori: la crisi di interi settori dell’economia, l’assenza di liquidità di cui soffrono le imprese e le persone fisiche, l’avvio di procedure più “snelle” nella contrattazione con le pubbliche amministrazioni e nel reperimento di aiuti statali.

Giustizia ed emergenza virus alla luce del decreto legge 28/2020: da remoto col consenso

2020-05-11 07:57:38

Avv. Nicola Pietrantoni (ItaliaOggi7, 11 maggio 2020)

Il processo penale può essere celebrato da remoto solo con il consenso di tutte le parti coinvolte. In attesa che l’attività giudiziaria riprenda ad operare in maniera ordinaria e fisiologica, alcuni momenti fondamentali dell’istruttoria dibattimentale quali l’esame delle stesse parti, dei testimoni, dei consulenti tecnici e dei periti, nonché le udienze destinate alle richieste conclusive del pubblico ministero e alle discussioni finali dei difensori delle altre parti e degli imputati, non potranno avere luogo in modalità telematica ove l’imputato, ad esempio, non dovesse prestare il proprio consenso. È quanto ha stabilito il recente decreto legge 30 aprile 2020, n. 28, con cui il governo ha introdotto ulteriori misure urgenti finalizzate a disciplinare, in tema di giustizia e di tutela dei dati personali, varie situazioni direttamente interessate dall’attuale emergenza sanitaria

Organismi di vigilanza al test

2020-04-20 15:39:55

Avv. Nicola Pietrantoni (ItaliaOggi7, 20 aprile 2020)

Organismi di vigilanza in prima linea contro il Covid-19. Il modello di organizzazione, gestione e controllo previsto dal dlgs 231/2001 deve essere dotato, infatti, di tutti gli strumenti idonei a gestire una serie di rischi correlati all’attuale crisi epidemiologica.

L’emergenza che ha fatto seguito alla pandemia ha certamente coinvolto anche la dimensione organizzativa delle società con una serie di inevitabili riflessi, diretti e indiretti, in materia di responsabilità 231.

Coronavirus. La responsabilità nell’emergenza: non ‘scudi’, ma regole.

2020-04-16 08:54:01

Avv.ti Luigi Isolabella e Maurizio Hazan (Quotidianosanità.it, 15 aprile 2019)

Occorre miglior coesione e comunione di intenti. E’ il tempo dell’unione e non delle divisioni. E tantomeno della retorica. E’ il tempo di mettere in sicurezza il nostro Sistema Sanitario, sostenendolo nel suo insieme e sorreggendolo nella sfida più dura e dolorosa che la storia moderna, in tempo di pace, abbia mai conosciuto.
 
Il Covid, sfuggente ed ancora poco decifrato, non conosce linee guida o buone pratiche alle quali commisurare la diligente presa in carico dei singoli pazienti da parte degli operatori della sanità. Ma anche sul (prioritario) versante della sicurezza delle cure e della gestione del rischio, non vi è dubbio che questa emergenza abbia scompaginato tutte le organizzazioni, costringendole ad inseguire urgenze che solo il tempo potrà trasformare in esperienze, prima, ed in regole, poi.

Protocolli anti-contagio idonei per non incorrere nel penale. I rischi e le regole per il datore di lavoro legati alla diffusione del Covid-19 in azienda

2020-04-08 06:48:36

Avv. Nicola Pietrantoni (ItaliaOggi7, 06 aprile 2020)

Datori di lavoro al test della sicurezza in azienda per evitare il contagio da Covid-19. Nel caso di dipendente che ha contratto il virus (situazione equiparata a vero e proprio infortunio dal decreto legge c.d. “Cura Italia”), infatti, il datore rischia di rispondere, in sede penale, quando non ha adottato tutte le misure di contenimento dell’infezione da Covid-19, così come raccomandate dalle linee guida e dai protocolli condivisi da governo- imprese-sindacati.

Decreto per l’emergenza: come evitare i rischi di corruzione?

2020-04-07 07:02:26

Avv. Nicola Pietrantoni (The Good Lobby, 20 marzo 2020)

Il decreto legge 17.3.2020, n. 18 (“Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”) rappresenta il primo vero sforzo di riequilibrare un intero e complesso sistema – sanitario, economico e sociale – profondamente sconquassato dall’attuale emergenza epidemiologica.

P.a., è stretta sui mediatori. L'intermediazione è a rischio di responsabilità penale

2020-02-17 15:09:50

Avv. Nicola Pietrantoni (ItaliaOggi7, 17 febbraio 2020)

Ogni attività di intermediazione tra privati (o imprese) con la pubblica amministrazione è potenzialmente fonte di responsabilità penale. Il cosiddetto mediatore (o faccendiere nella sua accezione negativa) e il soggetto che lo incarica, infatti, possono rispondere di traffico di influenze illecite (art. 346-bis, c.p.), delitto punito con la reclusione da un anno a quattro anni e sei mesi. E sta ai giudici distinguere, non senza difficoltà, le intermediazioni illecite da quelle lecite, per esempio di lobbying.

Risk of criminal offence in connection with the international circulation of works of art and culture

2019-11-26 09:56:09

Avv.ti Francesco Isolabella e Nicola Pietrantoni (TopLegal Awards 2018 Special Edition, aprile 2019)

The international circulation of works of art and culture, as provided and regulated by Law (D. Lgs.) 42/2004, is undoubtedly an issue of significant, current and evolving relevance. As a matter of fact, the Italian Council of Ministers during its session of 28/2/2019, resolved on yet another intervention on applicable laws and regulations to “improve the effectiveness, transparency and efficiency of the control function over the circulation at a national and international level of works of art and culture”.Of particular significance, the criminal consequences that may affect not only Italian and foreign sector operators (auction houses, art galleries, museums, private collectors), but also any physical or legal person – including foreign – who owns or is a potential buyer of a work that has artistic or cultural interest. In a growingly global market, in which on a daily basis, commercial transactions are closed also having as object works of art of a substantial financial value, the transfer of such works in EU countries and outside of the EU represents one of the most problematic and regulated issues, both at a national and EU level. Italian laws and regulations on the matter, aimed at fighting the unlawful trafficking of cultural heritage and at protecting the integrity of the national artistic heritage, provides bans and limitations to circulation outside of Italy, on the basis of the characteristics of the individual works.

Judicial cooperation in criminal law matters during Brexit times

2019-11-04 09:16:04

Avv. Nicola Pietrantoni (International Journal for Lawyers n. 7/2019, Euro-Latam-Lex)

Notoriously, after the June 2016 referendum and the victory of the “leavers” with 51.9%, the United Kingdom notified the European Council, pursuant to Article 50 of the TEU, of its intention of withdrawing from the Union, thus opening the delicate phase of negotiations on the withdrawal process. 

Article 50 provides that “The Treaties shall cease to apply to the State in question from the date of entry into force of the withdrawal agreement…”. The extraordinary complexity of an endless list of issues underlying Brexit, of a substantial and formal  nature, then set off a period of extensions granted by the Extraordinary European Council – the latest of which on 10/4/2019 with deadline on 31/10/2019 – specifically with a view to encouraging the reaching of an agreement ensuring an orderly departure of the United Kingdom from the European Union, and thus averting a dreaded “no deal” Brexit, with all of the negative consequences this would entail.